Sull'etica la Chiesa non può cedere. Per questo è giusto opporsi oggi ai Dico, per non rischiare, domani, di ritrovarci a vivere in un mondo in cui siano legalizzati anche l'incesto e la pedofilia. E' questo in sostanza, il messaggio lanciato ieri sera dal nuovo presidente della Cei monsignor Angelo Bagnasco, in veste di arcivescovo di Genova, con gli animatori della comunicazione della sua diocesi.
Per Bagnasco non si possono porre paletti su una questione così importante, che in pratica riguarda il bene e il male. "Perché dire di no a varie forme di convivenza stabile giuridicamente, di diritto pubblico e a figure alternative alla famiglia? Perché dire di no? Perché dire di no all'incesto come in Inghilterra, dove un fratello e una sorella hanno figli, vivono insieme e si vogliono bene? Perché dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano? Ecco perché "il criterio sommo del bene e del male" non può essere "la libertà di ciascuno, come scelta, come autodeterminazione".
Pronte e immediate le dure repliche dagli esponenti del governo e della maggioranza. "Sono stupefatta dall'utilizzo di espressioni che trascendono il dissenso legittimo da una proposta di legge e che finiscono col ferire la dignità delle persone e della loro vita", afferma il ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini. E' incredibile quanto sta avvenendo. Il fatto, cioè, che un disegno di legge saggio ed equilibrato, approvato dal Consiglio dei ministri e ora all'attenzione del Parlamento, possa scatenare una visione così poco amorevole e poco rispettosa dei principi essenziali di civiltà".
"Ci auguriamo che le parole di monsignor Bagnasco siano state male interpretate e che siano prontamente rettificate perché il paragone tra le convivenze e la pedofilia o l'incesto è gravissimo e, oltre ad essere insensato, offende milioni di persone" interviene il presidente dei Verdi e ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.
A esprimere "massima solidarietà al presidente della Cei" è invece il senatore di Alleanza nazionale Francesco Storace. Che dice: "I campioni dell'ipocrisia e del relativismo pretendono di censurare le parole del cardinal Bargnasco e stupisce che ad aggredirlo siano ministri del governo Prodi".