Ultimati ieri con la Lazio (stesa 2-0) i lavori dentro al prato, con quel secondo posto che da tempo era l’obiettivo, la Juve dovrà chiudere al più presto anche il cantiere aperto fuori: ne uscirà visibilmente ristrutturata se al nuovo allenatore verrà aggiunto pure l’innesto di una figura dirigenziale, con l’incarico di responsabile dell’area tecnica. Giuseppe Marotta, 52 anni, amministratore delegato della Samp, è il candidato: all’idea, già emersa nei mesi scorsi senza grandi conseguenze, ora segue un appuntamento, forse già in settimana, con l’ad bianconero Jean-Claude Blanc. La variazione d’assetto, mica di poco conto, non era nei piani strategici fino a poco tempo fa, ma ora il club pare essersi convinto. Poi bisognerà incrociare proposte e incarichi con le attitudini di Marotta, che a Genova è abituato a governare (bene) quasi da solo la società.
L’intesa, se mai verrà annodata, comporterebbe diversi assestamenti, compresa la giurisdizione del ds Alessio Secco, che fin qui ha pilotato il mercato bianconero, insieme allo stesso Blanc, al tecnico e al capo degli osservatori, Renzo Castagnini. Il make up bianconero, per naturali scadenze, riguarderà pure il cda, a partire dal presidente: «È un mestiere impegnativo - ha detto ieri sorridendo Giovanni Cobolli Gigli - e anch’io comincio ad avere 64 anni». L’entusiasmo e l’attaccamento alla famiglia Agnelli non gli sono mai mancati, ma a giudicare dal tono potrebbe chiudere la sua esperienza bianconera. Ovviamente c’è di peggio, ma a sentirsi insultare praticamente ogni domenica, da diversi mesi, ci si può pure rompere le scatole. Altri, al contrario, bisserebbero con entusiasmo il mandato, magari con la possibilità di utilizzare al meglio le proprie capacità, a partire da Gian Paolo Montali che per la Juve ha chiuso con la pallavolo, dove aveva vinto tutto: ormai ha scelto il calcio e il club bianconero resta la sua prima scelta.
Di scelta, manca invece quella del tecnico: «È ancora presto per annunciarlo - ha spiegato ieri a Sky Blanc - ci prendiamo ancora dieci giorni di tempo per fare le nostre ultime riflessioni e poi prenderemo questa decisione». Qualcosina dev’essersi mosso, se le date del ritiro, già fissate (dal 3 luglio), sono state spostate in avanti: una direttiva molto «tecnica». Sulla lista, c’è ancora Ciro Ferrara: «Decisamente - ha continuato l’ad - perché ha dimostrato con il suo staff le sue capacità tecniche e di leader. Era l’allenatore della Juve per queste due settimane, ma è un ottimo candidato per il futuro». Il diretto interessato aspetta: «Quando mi sono seduto in panchina - ha detto ieri il tecnico - non mi sono fatto illusioni, ma un pizzico di speranza c’è. Ho avuto questa chance e ho cercato di giocarmela al meglio». Nel frattempo, pare essersi allontanato Conte, che domani incontrerà Matarrese e potrebbe firmare con il Bari: «Se i pretendenti alla panchina della Juve si eliminano da soli, va anche bene - ha sorriso Ferrara - io un contratto lo avevo già».