Cesare Prandelli avrebbe da distribuire mille ringraziamenti. Alla squadra, alla società, a chi ha sempre creduto in lui anche quando la stagione aveva preso un brutta piega. Mille ringraziamenti e altrettante strette di mano, ma alla fine decide di concedere l’abbraccio più importante alla gente di Firenze. Ai tifosi che ieri hanno provato a spingere la Fiorentina verso uno storico terzo posto e sono stati protagonisti di un gesto assolutamente straordinario.«L’applauso a Maldini — puntualizza Prandelli — mi ha regalato una sensazione forte. Un sensazione che è bello portarsi dentro e che conferma quello che io sostengo da sempre: la nostra gente, il pubblico della Fiorentina, è un qualcosa di unico».
Unico e decisivo, e Prandelli se lo ricorda bene quando rilegge con attenzione i momenti chiave della stagione. «I tifosi ci sono sempre stati vicini — sottolinea — e lo hanno dimostrato in tantissime occasioni. Sì, anche quando per qualcuno la situazione sembrava aver preso una direzione sbagliata...».E’ quasi emozionato, Prandelli. Emozionato e stanco. Guarda l’orologio e con un sorriso risponde alla domanda su quando ha deciso di far cominciare le vacanze alla squadra. «Che ore sono? — scherza —, le 18? Bene, noi siamo in vacanza già da un’ora. E mi sembra giusto così. Sono stanco, tutti siamo molto stanchi e quindi da questo momento siamo ufficialmente in vacanza. Ci rivedremo a metà luglio».Fiorentina-Milan e quel 2-0 in favore dei rossoneri sembra quasi scivolare in secondo piano, ma Prandelli il match di ieri l’ha seguito con attenzione e per una mezz’ora o forse per tutto il primo tempo ha pensato che il sogno di battere il Milan con due gol di scarto sarebbe potuto diventare anche una spettacolare realtà.
«La partita — sottolinea l’allenatore viola — nei primi 45 minuti l’abbiamo fatta noi. Ci siamo mossi bene, abbiamo cercato di approfittare di un Milan piuttosto in affanno. Sì — continua — i rossoneri avevano paura. Mi sono sembrati una squadra impaurita almeno prima che gli riuscisse di segnare».Ed è stato proprio dopo la rete confezionata da Kakà che il Milan è ritornato ad essere la corazzata di sempre. Prandelli non si nasconde. «E’ evidente — continua — che loro, una volta realizzata la rete che allontanava le nostre possibilità di rimonta, hanno ripreso a giocare psicologicamente più liberi, si sono sbloccati e senza i timori d’inizio partita sono andati a cercare il raddoppio per chiudere il match».Addio al terzo posto, dunque, e addio alla stagione. Ma Prandelli sceglie di partire da più lontano per tracciare il suo bilancio: «Bisogna guardare con attenzione a quanto abbiamo fatto in queste quattro stagioni. La Fiorentina ha compiuto quattro imprese straordinarie raggiungendo per quattro anni consecutivi la Champions League. E questo bilancio dobbiamo rileggerlo anche pensando al domani, al futuro».«Una squadra come la nostra — conclude Cesare Prandelli — ha le carte in regola per continuare un progetto ambizioso e felice. La base di queste quattro stagioni straordinarie è una base che dovremo sfruttare con orgoglio e determinazione per continuare a sognare con i nostri tifosi».