FESTIVAL DELLA SCIENZA – Il fisico di origini inglesi Freeman Dyson, visionario uomo di scienza, racconta alla platea di Genova le visioni di un futuro non così lontano. Fatto di biotecnologia open source.
Il Festival della Scienza di Genova non è solo un momento di riflessione su numerosi temi scientifici, ma spesso è un'occasione di incontro. Molte sono infatti le personalità di spicco di questa edizione, da Jane Goodall a Reinhold Messner, da Marc Hauser a Luciano Gallino. Tra le menti più interessanti che popolano questo Festival – e che raccolgono il consenso del pubblico – c'è Freeman Dyson, che è giunto in Italia per presentare una propria visione del mondo.
Fisico e matematico, impegnato attivamente in campagne di disarmo nucleare – lui che si è allontanato dalla bomba atomica in tempo – Freeman Dyson è un ex professore di fisica di Princeton, ormai in pensione, che non rinuncia mai a presentare le proprie teorie di scenario, spesso al limite della fantascienza. Così ha fatto ieri a Genova, in occasione della conferenza Pensieri eretici su scienza e società. Dyson – ha ammesso lui stesso – non ha fede nelle previsioni, perché gli esperimenti sono salti nel buio e se qualcosa è prevedibile, allora non è scienza. Eppure, è lui per primo a proporre visioni di un futuro. Ecco, quindi, perché i suoi pensieri sul futuro sono a tutti gli effetti eretici, rispetto alla scienza.
Il futuro delle biotecnologie è stato uno dei temi proposti da Dyson, strettamente correlato alla biologia e all'evoluzione. All'inizio della vita sulla Terra, i geni si trovavano in una condizione di completa libertà e la condivisione a livello genetico ha permesso la nascita di nuove forme di vita. Si può quindi parlare di biologia open source. Quando, a un certo punto della storia, i geni non si sono più mescolati, è iniziata la lotta per la sopravvivenza, cioè il concetto di evoluzione secondo Darwin.
Con la nascita dell'ingegneria genetica, però, stiamo iniziando un'era post-darwiniana in cui i geni possono essere spostati e mescolati proprio come è accaduto nella notte dei tempi. La biologia open source, proprio come oggi la cultura geek che promuove il software open source, accelera lo sviluppo e la collaborazione. Inoltre, a fianco dell'evoluzione della vita si affianca anche l'evoluzione culturale, secondo gli stessi principi di condivisione.
Lo scenario futuro si presenta quindi come una comunità open source anche per la biologia; nel momento in cui le biotecnologie saranno nelle mani di molti, questo permetterà lo sviluppo di una varietà potenzialmente infinita di nuove specie di flora e fauna. Si può anche pensare a biotech addomesticate, a giocattoli rivolti ai bambini basati su biotecnologie avanzate, proprio come è successo con l'informatica. Questo processo può essere fermato? Deve essere fermato? Dipende dai limiti della società non solo odierna ma della società di domani.